Crescono i costi dei Conti Correnti

Gli effetti del Mifid 2

I costi dei Conti Correnti in Italia sono tra i più alti almeno in Europa, spesso non tanto sul canone del Conto ma sui costi delle operazioni: fare un bonifico dal proprio conto ha un costi di diversi Euro ma anche le operazioni di prelievo e versamento costano, per cui alla fine dell’anno, tra canone e operazioni la somma delle spese sale decisamente. Una recente direttiva Europea chiamata Mifid 2 porta ulteriormente al rialzo i costi, non solo dei Conti Correnti ma anche dei prodotti finanziari in generale. Questa Direttiva, appena entrata in vigore, il 3 gennaio 2018, obbliga tutti gli intermediari, banche, Sgr e Sim, ad una maggiore trasparenza sui costi dei prodotti e questo è positivo, maggiore trasparenza significa maggiore consapevolezza per l’utenza, quindi la Direttiva in se non è affatto negativa ma comunque aumenta i costi per gli intermediari, costi che vengono, ovviamente, scaricati sugli utenti che non possono in alcun modo evitarli.

Tra le determinazioni del Mifid 2 vi è l’obbligo di comunicare agli investitori/risparmiatore annualmente tutti i costi sostenuti per i servizi di investimento. Si stima che l’impatto complessivo di questa direttiva arrivi alla somma esorbitante di oltre 2,5 miliardi di Euro che vanno ad incidere sulla redditività degli intermediari, ecco perché certamente questi costi non verranno tenuti in carico agli stessi intermediari ma scaricati sull’utenza. Certo, se si suddivide tale costo per ciascun cliente, la somma che ne risulta sarà limitata per ciascuno ma pur sempre complessivamente è un notevole salasso.

Come incide il Mifid 2  

La normativa Mifid 2 regola alcuni strumenti finanziari, ad esempio:

  • I valori mobiliari, azioni e obbligazioni
  • Strumenti finanziari a breve termine fino a 18 mesi o non oltre i 12 mesi, come i Bot
  • Fondi comuni di investimento e Sicav
  • Strumenti finanziari come contratti di opzione, future e Forward e altri strumenti derivati collegati a valute, tassi di interessa, indici finanziari eccetera

Manca in questo elenco il Conto Corrente, uno strumento che concentra in se più di 1300 miliardi di risparmi degli italiani e che è il più facilmente aggredibile da parte delle Banche. Se andiamo ad analizzare cosa è successo ai conti correnti negli ultimi anni, troviamo che negli ultimi 5 anni si è registrato un aumento del costo medio di 36 Euro, con percentuali di aumento anche fino al 33% per i single, fino al 52,8% per le coppie, fino al 45% per le famiglie. Le percentuali di aumento maggiori si riscontrano sui Conti online che presentano aumenti del 45% negli ultimi 4 anni. Lo scorso anno il costo medio di un Conto Corrente online è pari a 92 Euro contro i 65 del 2013 ma in valore assoluto il costo più rilevante è riferito al Conto Corrente familiare presso gli sportelli fisici, pari ad un costo medio di 173 Euro annuali.

Le Banche giustificano questi aumenti con le maggiori spese sostenute per vie delle nuove normative imposte al fine di incrementare la sicurezza dei clienti e in questo senso agisce anche il Mifid 2, incrementando i costi degli intermediari, comodamente scaricati sui titolari dei Conti Correnti. Il dubbio è che su questo si innestino anche comportamenti scorretti di carattere speculativo, che questo venga preso a pretesto, ad esempio, per applicare costi superiori a quelli che sono i costi reali maggiori, un modo, insomma, per le Banche, di aumentare gli introiti e la redditività a discapito dei clienti che comunque non sono in grado di valutare la correttezza dei costi vantati ed addebitati, con buona pace della trasparenza che sarebbe l’obiettivo reale della direttiva Mifid 2.

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